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21.12.13

Today is my cake





"Today is my cake. I'm five".
"Ma, veramente a me risulta che tu sia two."
(Con sorriso accondiscente e pacca sulla spalla) "I think five."

Convinto di avere cinque anni e ultrastimolato dal martellamento continuo dei fratelli, Tilou si comporta di conseguenza. Parla come un treno, conta fino a dieci in inglese e in italiano, sempre saltando l'otto, e corre piu' veloce che puo', in genere per scappare da qualcuno. 
Ha imparato Joy to the world, Oh come all ye faithful e  Silent night. Davanti alla palese assurdita' dei testi, li ha cambiati per dargli un senso ("Sleepyhead in peeeeace, sleepyhead in peace...")
Risponde a provacazioni e domande retoriche con un certo aplomb misto a prematuri atteggiamenti adolescenziali, che mi fanno temere il peggio per il futuro ("Perche', perche' sei saltato nella pozzanghera senza stivali?"  "Becozz.")

Per fortuna ogni tanto si ricorda anche della sua eta' effettiva. Allora armato di ciuccio, orso Pooh e tigre Spinoza si attacca alle gambe del primo adulto con le mani libere offrendo coccole e smancerie: "Do you need a kiss?"
Le stategia ruffiana funziona al 100%: si fa voler bene da tutti, sconosciuti compresi. Mi fanno notare quanto sono fortunata, ma non serve. Me lo ricorda lui ogni volta che lo vedo. Buon compleanno, Tilou!


(nelle foto il festeggiato e' impegnato a costruire lanterne natalizie a casa degli amichetti tedeschi, e poi in una gara a chi riesce a mettersi in bocca piu' cookies contemporaneamente - un talento naturale)


5.8.13

P'tit Loup, in breve


Knight rider

Quando si alza per primo al mattino, cioe' sempre, P'tit Loup si cala autonomamente dal letto e va a cercare due libretti per ingannare l'attesa. Ma il primo pensiero e' sempre per al macchinina parcheggiata in balcone. Lo sentiamo salutarla con enfasi: "Hi, Car! Ciao, Macca Bipbip!". Mi aspetto che prima o poi gli risponda: "Buongiorno , Micheal."
 
Bookworm

Praticamente nato e cresciuto in biblioteca, perche’ d’inverno sostanzialmente fa troppo freddo per andare altrove, P’tit Loup vaga con assoluta sicurezza tra gli scaffali, gioca a pickaboo con le bibliotecarie, sa dove sono i pelouches giganti e i puzzles, e riconosce le mensole fondamentali, quelle di Eric Carle e Lucy Cousin. A casa, quando trova  un genitore libero, si fa leggere dieci o dodici libri, o anche lo stesso dieci volte di seguito. Basta che si coinvolto un bus, un camion o qualcosa con le ruote.


Cheese lover
 
Quando Verdun aveva diciotto mesi, il blueberry muffin di Starbucks le veniva offerto in micropezzi , uno per volta, col costante terrore che potessero ostruire qualche tubo vitale. Pensa te.  Alla stressa eta’, non e’ chiaro se per indole diversa o perche’ stufo di aspettare che qualcuno lo faccia per lui,  P’titi Loup si divide il bagel in quattro parti e si spalma sopra il cream cheese, dettagliando la sua tecnica ai presenti  “More cheese! More cheese on! ‘ike that.”
 
 

17.2.13

Snowshoeing

 
 




Lo sport estremo di questo inverno e' stato il trekking con le racchette da neve sulla Caldera, che e' il gigantesco vulcano spento su cui Los Alamos e', per prendere in prestito un termine da La' sui monti con Annette, abbarbicata. E' difficile rendersi conto di essere sopra un vulcano perche' e' troppo grosso, tranne quando a forza di salire verso la cima all montagna ci si ritrova davanti a una piana immensa, che e' quel che resta del vecchio cratere. Quite impressive.
D'inverno c'e' un discreto viavai di sciatori di fondo e hikers in racchette da neve, e quest anno ci siamo lanciati anche noi. Verdun ormai veloce quanto me, Pierrot un po' meno entusiasta ma bribed a dovere. P'tit Loup ha osservato la scena troneggiante sul suo zaino, sempre allegro, finche' ci siamo fermati per un picnic sulla neve e ha voluto testare a mani nude se fosse vero quel che gli raccontavamo sulla neve. Salta fuori che effettivamente e' gelida e umida - per fortuna il sole e' sempre forte, anche a febbraio.
 
Sono molto in forma, i Signori Bambini. 
Verdun sta veleggiando attraverso il suo primo anno di scuola elementare con una scioltezza imprevista. Si sveglia tutte le mattine allegra, torna a casa sorridente e con tante cose da raccontare; ha un sacco di amichette, le maestre le vogliono bene. Ha iniziato anche a frequentare un corso di danza classica, "Beginning ballet". L'insegnante tedesca e' molto delicata e imposta tutto come un gioco. Io e i fratelli assistiamo alle sue lezioni con la scusa che fa troppo freddo per giocare fuori, ma in realta' vedere questo gruppetto di cinquenni saltellare, provare le posizioni e fare gli esercizi alla sbarra e' un piccolo spettacolo. Sono tenere e esilaranti allo stesso tempo,  con le schiene ancora inarcate, il pancino in fuori e le gambette minuscole, mentre cercano di copiare l' insegnante molto goffamente ma con una concentrazione sorprendente.
Pierrot non riesce a rassegnarsi a non avere ancora cinque anni come la sorella. Vorrebbe andare a scuola con lei, imparare a leggere, correre veloce come lei, e centrare la palla quando calcia, ogni tanto. Sta imparando a riconoscere e a fare i conti con feelings negativi, rabbia e gelosia soprattutto, e non e' facile - riconosco lo stesso struggle di Verdun due anni fa. Al contrario di lei ne parla, ne parliamo molto. Vuole capire tutto quello che succede e perche', e' sempre curioso. Sta creando dei rapporti di amicizia con altri bambini, e imparando che fare compromessi non e' facile. Difficilissimo rimane sgridarlo, per colpa del sorriso sempre pronto. Tranne, ovviamente, quando si accorge di essere fotografato: tento da mesi di beccarli tutti e tre insieme con espressioni decenti ma tutte le foto sono rovinate dall'Infotografabile. Gli vogliamo bene lo stesso.
Il piccolo cresce veloce: adesso praticamente corre, e si arrampica ovunque. Conosce i suoni degli animali della fattoria , chiama ogni membro della famiglia con un verso differente e conta fino a two (ma senza dire one). Mangerebbe di tutto, ma anche solo banane. Ha una marcata dipendenza dal succo di mela e da Pooh, lo straccetto a forma di orso regalato a Verdun da bebe' ma snobbato sia da lei che da Pierrot: P'tit Loup invece l'ha adottato come copertina di Linus, gli parla e lo culla come vede fare Vedun con le sue bambole. Fa troppa tenerezza per preoccuparsene. Inizieremo a preoccuparci quando lo perdera' (just in case,  ho trovato su Internet un sito apposta che fa fast delivery di straccetti di ogni sorta per genitori in balia di crisi d'astinenza del pargolo).
Io e H cerchiamo con scarso successo di indirizzare tutta questa energia, o almeno di non soccombere. Da qualche mese ho anche ripreso a lavorare part-time, insegno italiano nel campus locale dell universita' del New Mexico. Ho un bel gruppo di studenti, ultra motivati e affascinati dalla cultura italiana come solo un americano puo' essere. Cerco di insegnargli la grammatica e smontare qualche luogo comune, ma non troppi. Tutto sommato, la loro visione dell"Italia da cartolina non e' male.

24.12.12

C'e' posta per Te



Caro Gezoo Bamino

per natale vorey

dolll has
bat too too
triky puz

{Trascrizione fedele dell'originale letterina di Verdun. Per i non esperti in tentative spelling, la lista include una casetta delle bambole, un tutu da ballerina e un puzzle difficile}


Caro Gesu' Bambino

per Natale vorrei

trains
trucks
airplane
police helicopter
fire engine
books about trains, trucks, airplanes, police helicopters and fire engines

anche uno fire engine per mio baby brother

{Lettera di Pierrot, dettata e quotidianamente aggiornata nel corso delle ultime due settimane. Come ha riassunto brillantemente l'amica J., "Being three is all about Law and Order and the Industrial Revolution". L'apparente slancio di generosita' nei confronti del fratellino non e' stato esattamente spontaneo}

 
Caro GB
 
abbiamo bisogno di una vacanza. Signori Bambini all included, si capisce. Ridefiniamola "un cambiamento di scenario". Noi abbiamo gia' prenotato l'aereo per San Diego, un hotel downtown e i biglietti per lo Zoo e il Seaworld. Al resto pensaci tu. Grazie, Elle e H

 
Merry Christmas, folks!


20.12.12

Vigilia del primo compleanno

C'e' una torta nel forno, che ti abbiamo preparato tutti insieme appena ti sei addormentato. I tuoi fratelli erano bianchi di farina, Verdun entusiasta ("La nostra prima cake!"), Pierrot un po' piu' sospettoso ("Is THAT how you make cake?"). Ci vorranno due ore e dieci libri perche' si addormentino, ma va bene cosi'. C'e Mr Potato Head impacchettato, nella speranza che ti diverta a strappare il naso a lui anziche' ai tuoi familiari. Temo che avra' lo stesso successo delle chiavi o del cellulare giocattolo, ma tentiamo lo stesso, se non altro ha una faccia simpatica. C'e' anche un biglietto rosso su cui Pierrot ha incollato un grande numero uno, mentre Verdun disegnava i tre SB che si tengono per mano e scriveva :"Happy birthday! We love you".

We do. Sei molto facile da amare. Mi ricordi un sempreinpiedi, quei giocattoli a forma di uovo che tornano sempre in equilibrio nonostante vengano sballottati a destra e sinistra.
Sei circondato da trambusto perenne, eppure sei gia' capace a ricavarti i tuoi spazi, a cercare modi di intrattenerti. Soprattutto con i giochi dei tuoi fratelli. La macchina di Pierrot, i lego, la matite colorate. E pazienza se sul piu' bello decidono di reclamare le loro proprieta'. Pare che osservarli giocare ti sembri una buona alternativa.
Ti piace guardare insieme i libretti, e non fa niente se sono gia' stati strapazzati da altri due proprietari. Al top della tua  classifica al momento ci sono The very hungry caterpillar, Dear zoo e That's not my train. Ma l'altro giorno, quando mi aspettavi mentre mettevo a posto la spesa, ti ho beccato leggere con grande concentrazione il volantino delle offerte della settimana di Smiths. Not a choosy one.
Stai muovendo i tuoi primi passi. Fino a pochi giorni fa camminavi solo stringendo con due mani il biberon, tipo piuma di Dumbo. Adesso stai acquistando sicurezza e bernoccoli. Ma basta poco, una coccola veloce prima che qualcun altro reclami attenzione, per farti sorridere di nuovo.
 
Buon compleanno, P'tit Loup! We love you

 
 

20.4.12

London calling


Nella mia personale graduatoria delle situazione ansiogene, "viaggiare con tre under-five" arriva comunque dopo "fare le valigie con tre under five per casa". Specialmente perchè ormai due su tre pretendono di partecipare all'operazione in prima linea.

Ognuno si prepara a modo suo.
Verdun, maniaca dell'ordine e del planning, prepara lo zainetto di Dora the Explorer da più di un mese. Sul divano fa esercitazioni di allacciamento e slacciamento delle cinture, indicando alle bambole il relativo segnale luminoso immaginario.
Ha passato l'ultima settimana a riordinare la cucinetta ikea, che usa come ufficio, catalogando disegni, album, libretti e crafts di dubbia natura. Oggi in una delle sue scatoline sono comparsi oggetti non bene identificabili.

"Da dove salta fuori 'sta roba?"
"Sono hair di Bambola e Boy."
"Hai tagliato i capelli a Bambola e Boy? Perchè?"
"Gli andavano negli occhi. Non posso portarli a Londra a tagliarli, non ci sta piu nessuno nel mio zaino."
(Poteva andare peggio: anche P'tit Loup ha il ciuffo negli occhi.)

Essendoci un limite al numero di volte in cui puoi controllare lo zainetto, ha spostato la sua attenzione su quello del fratello.
"Hey, tu hai già preparato tuo zainetto?"
"No. Io parto tomorrow, allora io preparo mio zaino tomorrow."
(That's my boy)
"Ma hai deciso cosa vuoi portare? "
"Yes."
"Cosa?"
"Tutto."

"Mio caro P'tit Loup, non rimane nessuno spazio per i tuoi giochini. E' un problema?"
"Guh."
Segue sorriso bavoso, interpretabile come "No, a patto che possa koalizzarmi per dodici ore ed essere intrattenuto a colpi di ninne nanne, passeggiate nel corridoio, e allattamento a richiesta cioè continuo."

Atterreremo a Londra tra 36 ore. Poi mi aspettano dieci settimane in cui la mia supervisor pretende che io scriva il primo capitolo dell tesi di dottorato, un mini ciclo di lezioni a un gruppo di undergraduates che la professoressa ha definito "very opinionated", una conferenza, la solita puntata mordi e fuggi a Torino, e un viaggio di ritorno sans H. Speriamo che non piova proprio tutti i giorni.


21.3.12

He could be President!


E' arrivato il passaporto blu di P'tit Loup: prospettive da Agrippina a parte, fa un certo effetto.

E' un bel passaporto: ci sono una serie di riproduzioni di paesaggi americani, il genere di immagini un po' stereotipiche che però poi scopri anche molto fedeli, tipo la Statua della Libertà, la prateria, il Mount Rushmore, o il grizzly che pesca il salmone. C' è una serie di quotes di personaggi storici particolarmente influenti, che colgono bene l'essenza di questo Paese. C'è, soprattutto, il faccino sbalordito di P'tit Loup accanto alla bald eagle e alla bandiera a stelle e strisce.

Nessuno dei miei figli è nato in Italia, ma in qualche modo questo Signore Bambino sembra aperto più degli altri a una vita radicalmente diversa da quella che ho conosciuto io, con altre possibilità e altri limiti. Chissà cosa finirà per combinare.

Per ora è riuscito a tenere in mano il documento per una decina di secondi e a tentare di azzannarlo. Va specificato che alla sua età questa è una significativa dimostrazione di apprezzamento.


"Every generation has the obligation to free men's minds for a look at new worlds... to look out from a higher plateau than the last generation" (E. O. Onizuka)

29.1.12

There were three in the bed
















So, how's life in five?


Per il momento, non troppo diversa dalla vita in quattro.


P'tit Loup mangia, con la fame da lupo che l'ha caratterizzato fin dal primo quarto d'ora di vita, dorme, e consuma pannolini a un ritmo impressionante. Di giorno è contento di stare koalizzato nel babybjorn; ogni tanto apre mezzo occhio per controllare chi è in giro. Tollera rumori assordanti, urla dei fratelli, passeggiate nella neve, pasti e naps a cadenze molto poco regolari senza battere ciglio. A volte addirittura abbozza un sorriso, anche se, come gli ha fatto notare Verdun, "Sei sorridendo o sei sbadigliando? Scusa, non si capisce!". Le notti sono un po' meno idilliache: d'altra parte, è l'unico momento in cui possiamo dedicarci esclusivamente a lui - clever boy.
Btw, ancora una volta i miei geni si sono distratti durante il crossing over e la creatura assomiglia praticamente solo al padre; sconosciuti mi fermano per strada e mi chiedono "He looks like dad, right?". Ma ce l' avete un cuore?


Anyway.

Big Brother and Big Sister sono in forma.
Pierrot, con consueto tempismo, sta attraversando una crisi d'identità, una mezza anticipazione dell' adolescenza: un momento vuole essere cullato in braccio, subito dopo ringhia "Io big boy!" e si lancia dal divano. Gli cambia addirittura la voce, una roba abbastanza impressionante.
E' stato beccato vicino alla culla mentre, dall'alto dello sgabellino per lavare le mani che aveva trascinato fin lì, spiegava al fratello: "Hi. I'm big brother. I'm the boss!". Al povero P'tit Loup, ogni volta che sente la voce del fratello, si dilatano le pupille dal terrore. Una relazione su cui lavorare, diciamo.
Per Verdun è più facile. Lo tiene in braccio, lo coccola, lo fa giocare anche a lungo, gli parla molto ("Don't cry. Quando tu piangi you sound a bit like a zebra"). Un bambolotto appena più interattivo degli altri, per ora.


Io e H siamo ripiombati nella condizione di babysitter coinquilini: tutto sommato, direi che palleggiamo pargoli e impegni varii con discreta destrezza. Siamo anche riusciti a infilare tre seggiolini nel retro della Prius, e il pensiero di non dover cambiare macchina solleva parecchio il morale. Insomma, per dirla alla Forrest, siamo un po' stanchini. Piuttosto allegri, però.

25.12.11

Un SB nuovo di zecca



Finalmente in cinque, appena in tempo per festeggiare Natale tutti insieme. Il nuovo SB si è presentato al mondo la mattina del ventuno dicembre, in una Los Alamos coperta di di neve che riverberava la luce del sole del New Mexico, tanto intensa da far chiudere gli occhi.
Il labour è stato "facile ed estremamente rapido", definizione che tralascia i particolari splatter e le gioie del passare da zero a dieci in due ore. D'altra parte, è vero che tre ore dopo sarei stata pronta a rifare tutto, anche solo per il momento in cui l'ho abbracciato per la prima volta: ululante, affamato come un lupo, un po' cianotico, pieno di capelli umidicci, bellissimo. L'evento più comune della storia umana mantiene un che di vagamente miracoloso. Benvenuto, P'tit Loup!